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Un prestito di emergenza per il paese delle emergenze PDF Print E-mail
Apr 23, 2008 at 04:47 PM
        Il Consiglio di ministri (uscente) ha deciso di accontentare Silvio Berlusconi, approvando un prestito ponte di ben €300 milioni che serve, sempre se Bruxelles lo voglia accettare, per tenere a galla Alitalia per qualche mese. In questo modo il governo nuovo si potrà arrampicare sugli specchi per trovare una soluzione diversa da quella di Air France-KLM che ormai ha lasciato definitivamente il tavolo. Il prestito dovrà essere ripagato entro un anno.

        Può anche darsi che Berlusconi riesca davvero a trovare una soluzione; voi italiani siete ormai maestri dell'emergenza, reduci di una lunghissima tradizione di non cercare mai di risolvere un problema prima che non diventi veramente gravissimo (vedi Napoli), quasi come se fosse considerato uno spreco di tempo muoversi quando ancora si possa tirare avanti per qualche anno, mese, settimana, costi quello che costi.

        Berlusconi, che solo un paio di settimane fa inveiva contro gli stranieri - Alitalia deve per forza rimanere italiana, diceva - adesso contempla una possibilità di coinvolgere altri stranieri, o Aeroflot (ma la compagnia aria russa non ha ha assolutamente i mezzi per affrontare i debiti di Alitalia, ormai al di sopra di €1.2 miliardi), oppure Lufthansa, che si era ritirata dalla gara lo scorso 7 dicembre citando "rischi economici".

        E poi si continua a parlare della tanta sognata cordata italiana, con Marco Tronchetti Provera e Salvatore Ligresti, gli ultimi a dire bisogna "dare una mano", mentre pare (il "pare" è d'obbligo in questi casi anche perché i giornali stampano tutto, spesso non distinguendo tra fatti e voci) che si pensi sempre a BancaIntesa San Paolo e Carlo Toto e il suo Air One, l'unico in verità che avrebbe un po' di esperienza nella gestione di una linea aerea, che non è una expertise che si possa inventare da un giorno all'altro - se non nel paese delle emergenze.

        L'unica novità è che Berlusconi - the "new Berlusconi" che ammette che non tutto è rose e fiori - ora riconosc che il futuro dell'Alitalia porterà comunque con se dei grossi problemi, specificamente tagli inevitabili e dolorosi del personale. Inutile dirlo, ma non sarebbe stato meglio pensarci prima?

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