«E' raro che un politico faccia scoppiare una grave crisi prima ancora di avere vinto. E' quello che Silvio Berlusconi ha fatto con Alitalia. Se, come ci si aspetta, vincerà il suo terzo mandato come presidente del Consiglio il prossimo weekend, Berlusconi si meriterà ogni mal di testa che la compagnia di bandiera gli darà».
Sono le parole di un editoriale apparso il 4 aprile sulle pagine del giornale americano, The Wall Street Journal. Infatti, gli italiani che pensano la promssima settimana di votare a destra e, come sembrerebbe probabile, mandare Silvio Berlusconi ancora una volta a Palazzo Chigi farebbero bene a chiedersi come mai giornali conservatori come il Wll Street Journal e,nel Regno Unito, i quali normalmente apprezzano i politici di destra in quanto fautori del free market, pensano che rieleggere Berlusconi non sia un grande idea. Nel numero di questa settimana, L'Economist nuovamente spiega ai suoi lettori perché Berlusconi è ancora unfit (non adatto) a governare l'Italia mentre The Wall Street Journal critica fortemente Berlusconi per la posizione assunta nella faccenda dell'Alitalia. L'editoriale, intitolato "Air Silvio" accusa Berlusconi di aver fatto scoppiare la crisi Alitalia e con la sua conduzione della campagna elettorale ora in corso di aver aizzato i sindacati e dato loro un peso e una possibilità di manovra che altrimenti non avrebbero avuto. In un altro articolo uscito lo stesso giorno, il giornale scrive che la political di Berlusconi avrebbe permesso ai sindacati di ritardare la ristrutturazione di cui Alitalia ha un grande bisogno. E continua. «Non è la prima volta che Berlusconi ha usato Alitalia per dimostrare che non ha molto rispetto per il libero mercato, pur essendo politicamente un conservatore». Referendosi alle parole di Maurizio Prato, quando ha dato le dimissioni da AD dell'Alitalia ("L'Alitalia ha bisogno di un esorcista"), il Wall Street Journal dice che se le cose non cambiano la compagnia italiana avrà bisogno di un prete, sì, ma per dare l'estrema unzione. Ma soprattutto fa capire che sarebbe giusto se domani sarà Berlusconi, come presidente del Consiglio, a pelare il gatto Alitalia e mandare sul lastrico tutti gli esuberi che, come lui, non hanno voluto ascoltare ragione. |