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Comeuppance: Mastella insegna PDF Print E-mail
Mar 17, 2008 at 09:23 AM
ImageComeuppance (pronunciato cum-up-pans) è una bella parola americana che si usa poco e che risale, a quanto pare, a circa il 1859, venendo si dice dalla frase "come up", presentarsi, davanti al giudice, e vuol dire in parole semplici, avere ciò che si merita. E' il caso, direi, di Clemente Mastella, artefice della crisi politica attuale, e per il momento, al meno, più o meno bandito dalla politica attiva. La destra, leggi Berlusconi, non l'ha voluto, E anche Casini, il suo ex socio fondatore di partito, il CCD gli ha voltato le spalle, come anche altri. Cosicché alla fine ha rinunciato perfino a presentarsi per le prossime elezioni, accontentandosi, almeno così dicono i giornali, della generosissima pensione parlamentare.

         Mastella a me personalmente è simpatico; lo conosco, anche se non bene, da quando era un giovane democristiano che diceva di volere (ma poi si è visto) fare politica in modo nuovo. Ed è certamente più che abile. Un esemplare perfetto di politico che ha poca gente dietro di lui ma il quale, almeno fino a pochissimo tempo fa, è sempre riuscito a manipolare la politica italiana con grande successo. Ma ciò che gli è successo adesso è proprio un caso di comeuppance. Lui e le moglie si dicono vittime, ed è vero che almeno per quanto riguarda l'inchiesta "Why not" (perché, poi, questi nomi in inglese?) indetta dal magistrato Luigi de Magistris (ormai caduto in disgrazia anche lui) Mastella è uscito "pulito" dato che nei suoi confronti, come quelli di Romano Prodi, è stata chiesta l'archiviazione. Ma il suo (loro) modo di fare politica sia in Campania che al livello nazionale ha troppo fatto, da una parte, insospettire e dall'altra cascare le braccia.

         Il modo in cui Mastella ha gestito la crisi del governo Prodi è stato palesemente vergognoso Ha pensato unicamente a se stesso e a sua moglie e ha agito, in un secondo momento, per vendetta, non essendosi sentito abbastanza spalleggiato dai vecchi colleghi. L'unica cosa che si può dire a suo discapito è che per via della super-frammentazione dei partiti italiani, il sistema politico nostrano gli aveva accordato una influenza che poco aveva a che fare con il suo potere reale. Ricordatevi dell'ultima festa dell'Udeur a Talese in agosto-settembre del 2007?  Gli invitati comprendevano l'élite della politica e della stampa. Il tema della festa era una domanda: ‘E' il tempo delle scelte, che fare? A sviscerare  l'argomento in 21 dibattiti con 170 interlocutori erano ben 14 ministri, compresi i due vicepremier, Francesco Rutelli e Massimo D'Alema, e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa . Per giorni non si è parlato di altro e questo nonostante il fatto che il partito di Mastella riceveva solo un misero 1,4% del voto

         Questo deve aver creato in lui un'enorme "hybris" che a sua volta gli ha portato ad essere poco giudizioso. E oggi, perfino lui lo riconosce, dicendo in una recente intervista: "Oggi come oggi, prima di far cadere il governo Prodi, ci penserei due volte sopra, anzi dieci volte, probabilmente".

 

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