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Oct 13, 2013 at 03:25 PM

Pubblicato ne Il Messaggero, 29 settembre, 2013

Image"Eh, tu. Si, tu con la sciarpa blu. Vuoi raccogliere la busta che hai buttato per terra e metterla al cestino?" A New York, a Times Square, era stato messo un microfono in un gettacarte che sembrava parlare con chi sporcava. Cosa molto imbarazzante ma forse utile.

Come sappiamo Roma è sporca ed è molto più sporca di altre grandi città occidentali. Perché? Molti se la prendono con l'AMA: le regole della differenziata nel centro storico - rifiuti lasciati fuori del portone o portati alle isole (e gli anziani come fanno?) - avrebbero peggiorato la situazione, e un sistema non trasparente di assunzioni spiega la presenza di alcuni che lavorano senza zelo.

Io però, che vivo a Trastevere dove c'è la "porta a porta", apprezzo AMA: gli addetti sono gentilissimi, gli uffici, almeno quello locale, sono molto responsive (parola inglese usata per descrivere la prontezza di un'ente pubblica nel rispondere al cittadino che denuncia un problema).

Certo, gestire i rifiuti è ora ancora più difficile per via delle tante case-vacanze; troppo spesso agenzie e proprietari non spiegano bene le regole della differenziata ai loro turisti-inquilini. Nel palazzo dove abito, tre su nove case fanno affitti brevi e sono sempre loro a creare problemi.

Ma il vero problema sta nel romano menefreghista che continua a buttare cose per terra o a ignorare la differenziata, e nelle scuole che ancora non sono riusciti a supplire i genitori incuranti e a convincere i ragazzi che le strade sono di tutti noi e che sporcarle è come sporcare la propria casa. A Trastevere, ciò che si trova per terra la mattina è incredibile: bottiglie, bicchieri e piatti di plastica, lattine.... Uno scempio.

Non ricordo se io ho imparato la lezione a scuola o se ho solo seguito l'esempio dei miei, ma non potrei mai buttare nulla per strada. La carta straccia me la metto in tasca fino a quando non trovo un gettacarte.

A Roma, però, i gettacarte sono pochissimi. Belli, ma fatto di ghisa e quindi pesantissimi, testimoniano solo al fitness degli addetti AMA. Perché non copiare quelli che a Parigi sono dappertutto, semplici profili di metallo con appese buste di plastica sostituite ogni due ore? Non saranno belli ma così la gente è meno tentato di spargere rifiuti per terra. E le loro aspirapolveri giganti che qui potrebbero levare dai sampietrini le migliaia di cicche intrappolate? Altrimenti ci resta solo il cestino parlante.

 

 

 

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