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Ciclisti snob, e forse anche pericolosi PDF Print E-mail
Oct 13, 2013 at 03:19 PM

Pubblicato ne Il Messaggero, 22 settembre, 2013

Image Una delle promesse del neo-sindaco Marino è di fare nuove piste ciclabili per la città e se non interferiscono con il traffico veicolare, nulla da dire: Andare in bicicletta è un ottimo esercizio che tutti dobbiamo essere messi in grado di praticare, magari integrandolo con le altre necessità del trasporto cittadino. Ciò detto, confesso che come categoria i ciclisti romani non mi sono simpatici: Manifestano un'arroganza che trovo veramente irritante.

Nel nord d'Italia generalmente le città sono in pianura e non, come Roma, fatte di salite e discese, e la bicicletta è sempre stata, ed è tuttora, un mezzo di trasporto abituale, come lo è ancora di più in città straniere come Amsterdam, Stoccolma e Copenhagen. A Roma, invece, usare la bicicletta sembra essere piuttosto una specie di scelta intellettuale, per non dire addirittura spirituale: chi va in bicicletta sente di aver fatto delle scelte ideologicamente corrette come quella di fare a meno degli idrocarburi, e quindi di non contribuire ad aumentare l'inquinamento (o il rumore) della città. Si sentono partecipi in una ricerca per un mondo più sano e semplice, respingendo (come i luddisti?) le complessità del mondo capitalistico avanzato.
Niente di male se, soprattutto nel centro storico, non dessero l'impressione di essere troppo contenti di sè, di sentirsi anche moralmente superiori a noialtri. Sono dunque l'esatto contrario di chi (come me) va in giro sulle due ruote (motorizzate) soprattutto per praticità (o disperazione?), perché motorino, scooter o motociclo che sia, è l'unico modo veloce e efficace per andare da un punto a un altro in questa città caotica e sconfinata.

Forse quando salgono in sella anche i ciclisti di Copenhagen o Amsterdam si sentono in pace con le loro coscienze ma non credo che l'idealismo sia il motivo principale della loro scelta. E al contrario dei loro simili romani, non sembrano disprezzare le persone "motorizzate", né di considerarsi sopra la legge, comportandosi come se i semafori non li riguardassero e fermandosi al rosso solo quando la strada sia bloccata da macchine o motorini o quando ci sia un vigile all'incrocio. E la cortesia? Altrove il ciclista ha il campanellino sul manubrio e lo usa per far sapere ai pedoni di essere in arrivo. Troppe volte nelle viuzze di Trastevere sono stata sorpresa, e anche spaventata, dall'arrivo silente alle mie spalle di una bicicletta...

 

 

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