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Il blah-blah su Alitalia PDF Print E-mail
Jan 07, 2009 at 02:33 PM

Quanto blah-blad su Alitalia, ed è soprattutto la colpa del giornalismo italiano che preferisce l'ignoranza - e il riempio delle pagine - al compito di ben informare gli italiani.

Malpensa o Fiumicino. Bossi e Berlusconi. Marrazzo vs Formigoni. Ma quante parole quando, vi ricordate?. Lo scopo di tutto l'operazione CAI era di PRIVATIZZARE Alitaia e ora a decidere quale sia il partner migliore  per la nuova Alitalia cum Air One dovrà essere esclusivamente Roberto Colannino, Rocco Sabelli e il consiglio di amministrazione della CAI. Il governo, e il politici, non c'entrano più.

Possano naturalmente esprimersi e dire le loro preferenze. Ma non possano più pretendere di dettar legge e questo Berlusconi, che stupido non è, lo sa benissimo. Certo, Mr. B. potrebbe chiedere qualche favore in cambio di questa operazione sporca che farà guadagnare tanto ai nuovi soci CAI, il giorno in cui Alitalia verrà venduto totalmente a degli stranieri, come sembra inevitabie. E ha salvato Banca Intesa da un possibile bancarotta di Air One, anche se questo ha voluto dire fare adossare al bilancio italiano i debiti della "bad company" che Air France si sarebbe invece accollati se l'offerta Air France-KLM fosse stata accettata un anno fa. Ma dopo tutto questo brutto tragitto, che senso avrebbe persuadere Colannino e Co. di fare una scelta poca razionale dal punto di vista economico? E i giornalisti italiani? Perché non lo dicono e dedicano le loro pagine ad argomenti più incisivi??'

Commento: Lo spirito di Natale. Ma dov’e? PDF Print E-mail
Dec 28, 2008 at 04:02 PM

A Natale si dovrebbe essere più buoni, più generosi, più tolleranti; almeno così ci dicono. Ma alcune cose sono successe quest'anno durante la stagione natalizia che fanno pensare che di spirito natalizio non ci sia davvero molto.

Intanto, i lavoratori aeroportuali di Fiumicino sono riusciti a rovinare o compromettere le vacanze per migliaia e migliaia delle loro connazionali (e stranieri) con azioni sindacali totalmente illegali. D'accordo. C'erano forse dei motivi di preoccupazione per i loro futuri posti di lavoro. Ma comportarsi così sotto Natale quando tante persone (che non c'entravano per niente con la CAI) avevano programmato dei viaggi, è stato davvero vergognoso.

Per me, personalmente, ci sono anche delle cose da ridire sulle posizioni assunte,  proprio in questa stagione dal Vaticano. Certo, il giorno di Natale il Papa ha detto tutte le cose buone e caritatevoli - basta con la guerra, aiutiamo i poveri - che i pontefici dicono in queste occasioni. Ma altre recenti prese di posizione espresse dal Papa e dei suoi per me vanno contro quello che alcuni potrebbero aspettarsi da chi pretende di essere custode dei messaggi di Jesù di Nazareth il quale parlava di amore, comprensione, accettazione, tolleranza e perdono.

Io non sono cattolica ma ho molti amici cattolici, o almeno battezzati come tale, che la pensano come me. Oggi la Chiesa sembra avvicinarsi più a un certo tipo di fondamentalismo che ai valori (quelli positivi) della nostra società. Due anni fa, di nuovo nel pieno della stagione natalizia, la Chiesa italiana ha preso una decisione che molti hanno trovata poca generosa: quella di negare un funerale religioso a PierGiorgio Welby, che aveva scelto la strada del suicidio assistito.

Oggi i "no" sono meno clamorosi ma pur tuttavia potrebbe portare la Chiesa a una situazione di sempre maggiore irrilevanza in una società dove la scelta personale (come quelle di tanti cattolici di usare anticoncezionali, divorziare o....tradire il coniuge)  e considerato molto importante. Parlo del "no"  alla proposta francese, nel seno dell'ONU, di decriminalizzare l'omosessualità; del "no" alla vendita della pillola RU486 (che non è la stessa cosa come dire a un fedele di non USARE un farmaco del genere); il "no" alla rimozione dello sondino che tiene artificialmente in vita da 17 anni Eluana Englaro, come richiesto da suo padre e come gli avrebbe consentito il tribunale; e anche "no" alla rimozione dalle scuole spagnole (o italiane) del crocefisso anche se oggi sappiamo di vivere in una società multietnica.

E' da notare che la pillola RU486 è oggi in uso in tutti i paesi europei, tranne i tre paesi dove la Chiesa ha maggior influenza: Irlanda, Portogallo e, naturalmente l'Italia. Visto che in italia gran parte delle persone battezzate non vivono più nell'ombra della chiesa - per esempio si sposano poco e fanno pochi figli - non si capisce perché i poitici (soprattutto quelli di destra) danno tanto peso al suo pensiero. Forse è solo forza di abitudine? Ma a mio avviso non è certamente nel interesse del Paese.

ESTERNAZIONE: #1 PDF Print E-mail
Oct 24, 2008 at 07:13 PM

        Ho deciso di fare delle esternazioni, in altre parole di parlare ogni tanto delle cose che mi fanno impazzire, in senso negativo si intende. Può darsi che non interessino a nessuno ma almeno io mi sentirò meglio per essermi espressa. 

        Dunque, non sopporto le persone che pur stando alla guida di una moto o di uno scooter sentono comunque il bisogno di parlare al telefono! Alcune inseriscono il cellulare sotto il casco per poter parlare in qualsiasi momento; altri usano l'auricolare. Ma in ogni caso è una cosa pericolosissima, per loro e per noi altri, o che siamo alla guida di un altro pezzo o che siamo pedoni.

        E' una cosa talmente spericolata, che non può che denotare una nevrosi vera e propria. Le uniche persone (oltre alle forze d'ordine) che, a mio avviso, possano aver bisogno di parlare al telefono mentre usano la moto, sono i "pony", che ricevono ordini dal loro centrale mentre percorrono la città o quelli che lavorano per le emergenze in ospedale. Per gli altri, è pazzia pura e semplice.

        Non sopporto neanche tutti quelli che si sentono costretti a rispondere ogni volta che suona il cellulare, qualsiasi cosa stiano facendo, che sia guidare una macchina (un camion, un autobus), stare a tavola o discorrere con gli amici. Dopotutto, la cosa bella - bellissima - dei cellulari e che puoi sempre sapere chi ti ha chiamato e trovare il numero per richiamarlo. Allora, perché tutta questa fretta, questa frenesia? Non la capisco e non la capirò mai.

COMMENTO: Permesso a punti? PDF Print E-mail
Oct 09, 2008 at 08:23 PM

        Non so ancora ciò che penso dell'idea del permesso di soggiorno a punti. Ma so una cosa e cioé che molti politici italiani, e anche molti tra le persone normali che si dicono preoccupati dal numero di stranieri in Italia, o da quelli che verranno ancora, soffrano di un caso avanzato di ipocrisia. Stamattina ho sentito Giovanni Pepe, direttore di Il Giornale di Sicilia, parlare del piano, dicendo che è buono perché potrebbe servire a far capire agli immigrati che oltre ai diritti hanno dei doveri. Suona bene, ma sta diventando una frase un po' troppo ricorrente tipico di chi predica bene ma che razzola male.

        E giusto che chi viene a vivere in un paese non suo sappia di avere dei doveri e che sia disposto a osservarli. Ma gli italiani? Da quale pulpito parlano i più tra di loro? Gli italiani sanno di avere doveri insieme ai diritti? Lasciamo da parte il fatto che spesso sembra che l'hobby principale di molti italiani sia quello di ignorare le leggi che non gli piacciono come pagare le tasse, mettere il guinzaglio al cane quando lo si porta a passeggiata, pulire dietro il cane quando fa i bisogni per strada, osservare gli stop agli incroci, osservare i limiti di velocità, non sostare in doppia fila, non usare il telefonino durante la guida se non hai l'auricolare ecc. ecc. ecc. e parliamo di immigrazione.

        Ma i doveri degli italiani nei confronti degli immigrati? Quante famiglie italiane assumano in modo regolare le loro colf o badanti stranieri, pagando i contributi in modo che lui o lei possa facilmente ottenere il permesso di soggiorno o rinnovarlo? Quanti imprenditori piccoli e non solo continuano a fare lavorare in nero - immigrati insieme a italiani - per risparmiare, dimentico delle mancanza di dignità che accompagna questa condizione di lavoratore di seconda classe. Quando tutti gli italiani assumeranno in modo corretto, affitteranno in modo corretto, allora possano cominciare a predicare. Nel frattempo forse stare zitti sarebbe meglio


L'intervallo al cinema. A chi serve? PDF Print E-mail
Oct 08, 2008 at 08:50 PM
        Gli italiani hanno una capacità di concentrazione mentale ridotta? in confronto ad altre nazionalità? O devono fare pìpì  più spesso degli altri? La mia, sia chiaro, è una provocazione. Ma è stimolata dal fatto che l'Italia (con la Grecia e Malta) è uno di pochissimi Paesi dell'Occidente dove ancora oggi, al cinema, i film vengono interrotti a metà. E questo anche se l'intervallo, non previsto dagli autori dell'opera ma deciso per volontà del gestore della sala, può capitare in momenti di alta tensione artistica o durante una fase importante della trama.
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COMMENTO: Stoppare il razzismo prima che sia troppo tardi PDF Print E-mail
Sep 21, 2008 at 10:54 PM

ImageQuando sono arrivata in Italia negli anni settanta mi sono trovata spesso aggredita da amici e conoscenti italiani i quali, con dito puntato ,mi dicevano, "vieni da un paese razzista" e cose del genere.

        Alcune delle cose che dicevano erano chiaramente vere. Purtoppo, il mio paese ha posto fine alla schiavitù soltanto 160 anni fa. I linciaggi di parecchi neri e la segregazione imposta dai bianchi nel Sud erano cose vergognose e successivamente il rapporto tra le razze è sempre stato difficile, anche se oggi le cose sono migliorate.

       
Non sono certamente perfette ma sono migliorate, altrimenti non ci troveremmo con davanti la possibilità entro pochi mesi, e io personalmente lo spero caldamente, di avere alla Casa Bianca un uomo di razza mista e sua moglie che è invece completamente nera (anche se sono probabilmente lei come una grandissima parte dei americani avrà quasi sicuramente qualche percentuale di sangue "bianco", si fa per dire).

        Io, allora, difendevo il mio paese, e me stessa, alla meglio. Ma amavo dire ai miei interlocutori che per loro parlare era troppo facile dato che l'Italia di quell'epoca era una società quasi noiosamente omogenea e che chi non vive in una società multirazziale ha un bel coraggio giudicare gli altri.

        Ora le cose sono cambiate in Italia e, non ci sono dubbi, e piaccia o no, cambieranno ancora, soprattutto quando raggiungono la maggiorità i figli degli immigrati di oggi. Gli evvenimenti recenti a Milano (l'uccisione di un italiano nero) e nel Casalese (uno strage di sette africani da delinquenti della Camorra) servono da ammonimento. In uno di questi casi - quello di Castel Volturno - i neri hanno reagito con violenza. Nell'altro, a Milano, un massiccio ma pacifico corteo ha voluto ricordare la morte assurdo e violento del giovane Abdoul.

        Queste cose ci dicono che gli italiani e i loro governanti dovranno sapere essere molto,ma molto saggi, se vogliono evitare i problemi dei ghetti americani o dei banlieux francesi. Perché ci sono razzisti dappertutto, anche nel Bel Paese. E loro, gli immigrati, lo sentono. Quindi sarebbe ora che gli italiani smettessero di dare lezioni agli altri e che di dessero da fare... fare prima che sia troppo tardi.

Commento: basta con questi esuberi! PDF Print E-mail
Sep 07, 2008 at 08:18 PM
       Sapete una cosa? Non sarà politicamente corretto ma io mi sono proprio stufata di sentire parlare degli esuberi dell'Alitalia. E' chiaro. Si intende. Per un individuo che rischia di perdere il proprio posto di lavoro si tratta di un drama, forse anche di una tragedia e possiamo tutti provare compassione per lui o lei e capire le sue preoccupazioni. Ma in primo luogo cosa pensare dei 3500 o 7000 esuberi potenziali quando senti dire che il ministro Gelmini vorrebbe tagliare 87.000 posti nella Pubblica Istruzione? E, secondo, una società deve essere tenuto ostaggio da pochi migliaia di persone? Non esiste anche un bene superiore che in questo caso che un paese importante abbia una compagnia aerea che fornisce un servizio ai suoi cittadini e che funzione bene e ch, proprio per il questo motivo, funzione all'estero anche come una specie di biglietto di visita?

       Vi rendete conto che sono anni, ma anni ormai, che per paura di pochi migliaia di tagli - e la paura degli scioperi - questo paese ha tenuto in vita una compagnia aerea - di bandiera! - che non fa che perdere soldi, che spesso ha dato l'mpressione di fregarsene dei suoi passeggeri, e che sovente in confronto ad altre compagnie ha dato un servizio fatiscente? Gli scioperi ci sono stati comunque, con il risultato che chiunque venisse in Italia, chiunque dovesse viaggiare per lavoro, doveva mettere in conto la possibilità di trovarsi bloccato. Ma tuttavia per anni una successione di governi, non importa di quale colore politico, ha ceduto ripetutamente ai sindacati, lasciando così che la compagnia venisse malgestita in un modo che in seguito alla deregolarizzazione dei cieli, e ora nel 21° secolo, e semplicemente non è più possibile.

       E che cosa dire dei sindacati e i loro leaders? Non avrebbero dovuto capire tanto tempo fa che non era uno scherzo e che prima o poi anche i lavoratori avrebbero dovuto pagare qualche conticino? Forse in Italia sono mancati dei leaders politici con il coraggio e la visione sufficienti per prendere le decisioni difficili ma necessari. Il presidente Reagan, quando l'industria aerea americana era minacciata a morte dai controllori di traffico aereo ha reagito brutalmente (ma in modo efficace, bisogna dire) licenziandoli tutti 6000 da un giorno a l'altro. Non sono questi i modi europei. Ma in Francia, dove una volta anche Air France era nelle stesse esatte condizioni di Alitalia oggi - scioperi contunui, perdite enormi, sempre sull'orlo della bancarotta - la soluzione lo ha trovato un manager di grande qualità, l'allora amministratore delegato, Christian Blanc. Con le sue proposte, che non erano per niente indolori (gli stipendi sono stati diminuiti, per esempio), è riuscito a convincere i lavoratori ad accettare il suo piano. Ma tra i sindacalisti francesi evidentemente ha trovato anche delle persone disposte ad ascoltare.

COMMENTO: Percezioni. Un'ottica diversa. PDF Print E-mail
Aug 08, 2008 at 06:58 PM
        Per qualche giorno, all'inizio di agosto, si è parlato moltissimo dell'arrivo in strada dell'esercito italiano, circa 3000 soldati dispersi intorno a obbiettivi sensibili e qualche volta a fare delle ronde insieme a polizia e/o carabinieri. A leggere i giornali e vedere i telegiornali, la maggior parte degli italiani è a favore di questa disposizione dell'atuale governo, dicendo di sentirsi più sicuri. E per la stessa ragione, penso, un sondaggio (non-scientifico) fatto da Sky 24 Tv mostra favorevole oltre il 75% dei votanti alla decisione di armare i vigili di Roma per la prima volta in 35 anni.
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Alitalia: una questione di testa? PDF Print E-mail
Aug 02, 2008 at 12:50 PM

ImageCome mai all'estero alcune situazioni vengono viste in modo così diverso che non in Italia? E' di questi giorni la notizia di una fusione tra British Air e Iberia, la compagnia aerea spagnola. Come tutti sanno, Air France e KLM questo passo l'hanno fatto già nel maggio del 2004. Oggi diversi grandi vettori americani si stanno unificando (ma in Italia, c'è solo il pigmeo Air One, davvero non il socio ideale per una grande compagnia). E in Italia, dove le cose stanno per precipitare, si continua - almeno con il governo attuale - di mantenere una visione un po', come dire, datata, e quindi di privilegiare una soluzione nazionale perché, dice Silvio Berlusconi, Alitalia deve per forza rimanere italiana. Questione di testa.

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